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Tipologia delle cappe da cucina: filtranti e a sfiato

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Assodato che le cappe da cucina sono obbligatorie in presenza di un piano cottura, possono diventare anche un interessante complemento d’arredo per il design dei moderni modelli in commercio, facilmente reperibili su www.cappadacucina.itLa funzione delle cappe è aspirare fumi e odori di cottura, risanando l’aria inquinata da aromi e vapori, ma il loro compito è anche quello di filtrare l’aria. Le cappe aspiranti possono essere anche filtranti, mentre le seconde hanno solo un ruolo di filtraggio. Si distinguono, pertanto cappe a funzionamento aspirante (o a sfiato) e cappe a funzionamento filtrante (o a riciclo), queste ultime deputate solo a filtrare l’aria senza funzioni di aspirazione.

L’espulsione dell’aria filtrata nelle cappe con funzionamento a sfiato avviene mediante canna fumaria, mentre nei modelli filtranti l’aria depurata, anziché essere espulsa all’esterno viene re-immessa in circolo nell’ambiente della cucina. Quanto a funzionalità le cappe aspiranti sono preferibili a quelle solo filtranti, queste ultime consigliabili solo in assenza di canna fumaria. Dovendo scegliere una cappa da cucina, si deve innanzitutto valutare la misura che dev’essere tale da ricoprire al meno il piano cottura sottostante, con un margine eventualmente in eccesso, mai in difetto. Le dimensioni standard si appuntano su larghezze fra 60 e 120 centimetri, per quanto non si tratti di un valore assoluto, ma suscettibili di ritocchi in più o in meno.

Occhio all’etichetta energetica se si vuole risparmiare, un obbligo sull’etichetta in quanto utile indicatore dei consumi, con la rispettiva classe di appartenenza. Uno degli elementi chiave da valutare nella scelta della cappa da cucina, non sempre tenuto nella dovuta considerazione, è rappresentato dalla portata della stessa, da scegliere in base agli usi che se fanno, calcolando i volumi medi di cottura. Ad esempio, è scontato che la portata di una cappa va di pari passo con lo spazio del vano cucina e la frequenza di utilizzo della stessa. Il valore da calcolare è indicativo del ricambio d’aria che dev’essere pari ad almeno 6, 8 volte il volume della stanza. Si parla di portate standard di 400 mc/h, ma se si cucina spesso e per molti commensali si sale a un minimo di 500 mc/h.